Kit soluzioni rapide
Cercando un articolo che mi interessava e formulando una ricerca con parole chiave non pertinenti, mi sono imbattuta in questo titolo :…”la psicologia dietro le aspettative dei clienti per la consegna rapida”…
Per qualche secondo, ho pensato di aver trovato quello che cercavo, non solo, mi e’ sembrato efficace, pertinente e, legittimamente provocatorio il titolo.
Solo iniziando a leggere, mi sono resa conto di aver “bussato alla porta sbagliata” ma…era poi realmente la porta sbagliata?
Le prime righe dell’articolo, recitavano infatti :
“…Nel mondo frenetico di oggi, la gratificazione immediata è diventata un desiderio comune tra i consumatori. L’ascesa dei giganti dell’e-commerce ha influenzato in modo significativo le aspettative dei clienti in termini di velocità di consegna.
I clienti si sono abituati all’idea di ricevere i propri ordini nel giro di poche ore o giorni. Questa cultura della gratificazione immediata ha fissato un livello elevato per le aziende di vari settori…”
Ovviamente sono uscita da quel…negozio…, eppure la lettura di quelle righe si era imposta alla mia attenzione, soprattutto perche’ coincideva esattamente con le riflessioni nelle quali mi stavo aggirando.
Se sto vivendo un momento di particolare fragilita’ nella vita, se sono al cospetto di scelte importanti e impegnative, coinvolta/o in cambiamenti sostanziali, se sto vivendo una perdita, un lutto, una separazione, se mi accorgo di non avere energie sufficienti ad affrontare le giornate, se sono costantemente in allarme con la paura di non essere all’altezza di richieste e aspettative sia professionali sia di relazione, se nella coppia e’ in atto una difficolta’ o emergenza nella comunicazione che non riusciamo a derimere e risolvere, se improvvisamente, un malessere costante e insidioso, apparentemente non attribuibile a fatti oggettivi, mi fa comprendere che sarebbe utile e necessario dare spazio ed ascolto a me stessa/o piuttosto che continuare a farmi “inseguire”, a “mettere a tacere”…se…se…se
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E cosi’ via, senza fine…
Senza continuare a declinare-elencare gli infiniti SE qui appena citati attraverso una sommaria ricognizione di tutte le circostanze per le quali negli anni, sono stata contattata dai miei pazienti, vorrei tornare alle riflessioni nelle quali mi stavo aggirando.
Sta dilagando la “cultura” dei manuali di sopravvivenza, dei kit di soluzioni rapide.
Ed io mi chiedo cosa questo abbia a che fare con l’ascolto e la cura del disagio e della sofferenza.
La proliferazione di portali di psicologia e psicoterapia online, a seguito della massiccia ed emergente richiesta di aiuto psicologico durante e subito dopo la pandemia, affolla ormai il web di una mole enorme e difficilmente discriminabile di consigli, proposte, suggerimenti, pubblicazioni che indugiano nella suggestione di aspettative di “soluzioni rapide” .
Ad una attenta disamina, si evidenzia l’insidia di rivelarsi fuorvianti, suggestive di proposte e slogan, che, non tengono in alcun conto la complessita’ e la unicita’ di ogni storia e di ogni esistenza.
Come conseguenza di questa diffusa “infodemia” che si propone competente nella cura della psiche, sostenuta da un marketing molto aggressivo, si generano confusione e disorientamento nella possibilita’ di individuare e scegliere interlocutori professionisti e qualificati alla cura.
Il TEMPO della psicoterapia
Un percorso di psicoterapia richiede tempo.
E’ il luogo dove la costruzione di un legame di alleanza e fiducia con il terapeuta e’ il fattore piu’ importante e determinante dell’esito.
E’ il lavoro di ascolto della complessita’ di storie personali, vissuti, significati, ricerca di senso, lo sguardo attento e meticoloso ai contesti che l’altro abita.
E’ il tentativo di accedere a domande mai poste in un presente in cui “… tutte le risposte sembrano essere a portata di mano e non sono più custodite in luoghi privilegiati.
Tali luoghi ancora esistono e però fanno una gran fatica a sopravvivere, vuoti come sono di domande, che nessuno più rivolge a loro.
“…Le domande “vere” maturano col tempo, vengono fuori se trovano spazio, accoglienza. Se si sentono attese…” (MAURO LEONARDI)
Far maturare e a volte rendere trasparenti i pensieri necessari alla comprensione.
Come spesso accade, forse come sempre accade, è solo raccontandoci che accediamo al significato che esperienze e luoghi hanno avuto per noi e quando il ricordare ci consegna questo, possiamo riconoscerne il senso.
Si tratta, se vogliamo ricorrere ad una immagine forse efficace, di…un lungo viaggio per condividere l’andare dell’altro…
…”la Parola e’ uno dei sintomi dell’affetto e il Silenzio l’altro.
La comunicazione perfetta nessuno puo’ udirla.
Esiste e la sua conferma si ha dentro” … (Emily Dickinson)
…”Neanche il terapeuta, alla fine di un percorso, riesce a riconoscere e udire la “comunicazione perfetta”, la sua conferma e’ dentro l’altro, il paziente, quando, dopo il “tempo necessario”, ci saluta per l’ultima volta…(Le parole per dirlo di Marie Cardinal)
L’inevitabilita’ di una vita di cicatrici…
Quest’opera di rammendo non permette di ricucire le ferite vere, ma qualcosa mi ha dato.
Un po’ di tempo, forse, o il ritmo di ago e filo.
Non sono riuscita a cambiare nulla del mio passato ne’ a riportare in vita le persone che amavo e sono morte, ma ho potuto sperimentare l’amore e la perdita con una cadenza misurata e regolare : ho potuto ricordare…”
(Citta’ sola di Olivia Laing)