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EXPAT - Chiedere aiuto?

QUANDO 


Quando ci si accorge che, con il passare di “troppo tempo”, il malessere non solo, non accenna a diminuire, ma si traduce invece in uno stato d’animo costante e prevalente.
Quando i sintomi di ansia, o astenia e depressione, insicurezza, paura del futuro, di non essere all’altezza delle richieste quotidiane, si fanno via via più incalzanti e il vostro sonno non è più tranquillo e riposante, e tutto quello che vi sembrava importante e vitale, sembra ora quasi privo di significato,allora è il momento di non sottovalutare, o ignorare, o rinviare il riconoscimento di questa insidia,
è il momento di accettare e riconoscere di aver bisogno di aiuto di ascolto, di condivisione.

COME: A CHI

Rivolgendovi ad uno “specialista” cioè ad una persona abilitata all’esercizio della psicoterapia.
Un professionista che sia inoltre, competente a trattare le specifiche e peculiari problematiche personali e sociali dell’esperienza di espatrio : il cambiamento radicale che individui e nuclei familiari hanno realizzato transitando dal proprio contesto storico di appartenenza ad un contesto nuovo nel quale radicarsi.

La prima cosa da fare è  informarsi e verificare se, nel luogo nel quale  vi siete trasferiti, sia disponibile ed eserciti uno psicoterapeuta italiano.
Perché se è uno/a psicoterapeuta che vive e lavora nel luogo in cui vi siete trasferiti, è un professionista che,  avendo vissuto lo stesso tipo di esperienza è evidentemente in grado di riconoscere e comprendere maggiormente tutto quello che costantemente  dovete  intentare per costruire e definire una possibilità di nuove appartenenze, spesso, di volta in volta, provvisorie.

Perchè ITALIANO: 

la lingua, per quanto infatti, voi possiate padroneggiare perfettamente l’inglese o la lingua parlata nel vostro attuale luogo di residenza, nella condivisione di emozioni e nel racconto di una storia personale, si determina sempre una intraducibilità di questi in un’altra lingua.

E’  assolutamente  necessario  che una psicoterapia si realizzi fra  interlocutori che parlano la stessa lingua e che questa lingua sia la lingua madre.

…Voglio la linguamamma,
con tutti i suoi bei suoni,
che scalda come fiamma,
e non ha paroloni.

La lingua delle storie,
dette da voci amiche,
latte delle memorie,
forti sapienze antiche…(Roberto Piumini)

Qualora non fosse disponibile lì dove risiedete la presenza di  un professionista in presenza,  o per voi possa essere meno agevole per flessibilità di tempi e orari, allora, cercatene uno online con identiche caratteristiche e per le medesime ragioni.

Può trattarsi molte volte di un percorso utile per affrontare e accompagnare per un breve periodo il riconoscimento e la elaborazione dello stato di malessere che state vivendo, per aiutarvi a rintracciare   risorse e modalità necessarie a riorganizzare emotivamente e nella realtà i vostri vissuti e le vostre energie.
Ma, se  la vostra storia personale o un passato problematico e irrisolto, è stato riattivato dalle esperienze attuali, la sofferenza di oggi può tradursi in una  occasione per voi  per intraprendere unpercorso di psicoterapia che vi accompagni in un processo di   riconoscimento e cambiamento profondo.